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Gli orologi meccanici
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O
Officine Panerai
1860: Giovanni Panerai apre a Firenze sul Ponte delle Grazie un laboratorio per lavorazioni di meccaniche di alta precisione e di orologeria.
1897: alla morte di Giovanni gli succede il nipote Guido Panerai che dopo alcuni traslochi sposta l’attività nella sua sede definitiva in Piazza S. Giovanni di fronte al Battistero.
La sua “Orologeria svizzera” divenne concessionaria delle più prestigiose case orologiere dell’epoca fra cui la Rolex che assunse estrema importanza per la successiva evoluzione dell’attività della famiglia Panerai.
1916: in Francia viene depositato il brevetto RADIOMIR: si trattava di un mezzo per rendere fosforescenti strumenti quali indici degli orologi, sistemi di puntamento e reticoli per cannocchiali.
Consisteva in un impasto di fosforo e materiale radioattivo (Radio) che attraverso tubicini capillari rendeva luminescenti i reticoli delle suddette strumentazioni.
La Regia Marina, interessata a tale brevetto, divenne negli anni seguenti l’acquirente privilegiato della Panerai.
1925: Guido, assieme al figlio Giuseppe apre una attività per il commercio di utensili di precisione e forniture orologiere, la “Guido Panerai & Figlio”.
Giuseppe, negli anni a seguire, continuerà a sfornare brevetti nel campo della meccanica di precisione.
1936: il I gruppo sommergibili della Regia Marina commissiona alla Panerai un orologio da polso subacqueo facilmente leggibile in profondità con acque torbide; nasce così il “Radiomir” di cui furono prodotti dieci prototipi con referenza 2533 e 3646; successivamente venne prodotto il modello definitivo che basandosi sulla referenza 3646 proponeva un quadrante con numeri arabi ai punti cardinali e completato con indici a barretta.
1938: i primi Radiomir vennero forniti alla Regia Marina; questi modelli avevano cassa a cuscino in acciaio, anse a filo saldate alla cassa e quadrante in bachelite traforato composto da un doppio strato; tra il primo ed il secondo strato veniva messa la miscela di fosforo e radio che risaltava attraverso il traforo.
Calibro (618), corona e sistema di chiusura della cassa erano di provenienza Rolex.
1940: durante la II guerra mondiale continuò ininterrottamente la produzione di questo modello che subì delle modifiche per aumentarne la robustezza delle anse; comparve quindi il modello con referenza 6152.
Vennero inoltre apportate altre modifiche alla corona di carica che risultava particolarmente soggetta ad usura in seguito alle frequenti ricariche e che quindi non garantiva nel tempo una perfetta impermeabilità.
Nei primi anni ‘40 fu inventato il ponte proteggi corona (brevettato solo negli anni ’50 e da allora segno distintivo del marchio Panerai) ossia un sistema di serraggio che blocca la corona tramite una leva decentrata.
Altro intervento tecnico fu quello dell’adozione del calibro Angelus 240 con riserva di carica di 8 giorni; queste ultime modifiche associate all’adozione di un nuovo quadrante con piccoli secondi a ore 9, portarono alla nascita della referenza 6152-1.
Nel contempo (1943) la Panerai preparò un altro prototipo che però non vide mai la luce: il “Mare Nostrum”, un cronografo a due contatori destinato agli ufficiali di coperta, di cui furono prodotti pochissimi esemplari (probabilmente solo 2-3).
1949: nel primo dopoguerra, le forniture alla marina militare proseguono con una differenza: il “Radiomir” è considerato pericoloso in quanto radioattivo e viene quindi sostituito da una miscela di Trizio; nasce così il “Luminor”.
Anni ’50 la Marina egiziana commissiona alla Panerai 30 esemplari al Radiomir di dimensioni ridotte (diam. 44 mm anziché 47 mm); viene prodotto il modello con referenza 6154 soprannominato “Egiziano piccolo”.
1956: a causa delle minori dimensioni e conseguentemente delle inferiori doti di impermeabilità, la Marina egiziana commissionò altri orologi più affidabili; nacque il modello con referenza GPF 2/56 con diametro di 58 mm; erano dotati di ghiera girevole, ponte proteggi corona, quadrante al Radiomir e calibro Angelus 240; del modello “Egiziano grande” furono prodotti poco più di 50 esemplari.
1972: alla morte di Giuseppe Panerai, Dino Zei diventa direttore della “Officine Panerai srl”; Dino, giovane ufficiale di marina, guiderà la Panerai per i decenni successivi.
Oltre alle continue forniture di orologi e strumentazione subacquea alla Marina militare, continua lo sviluppo di nuovi progetti.
1985: venne progettato un orologio in titanio con movimento ETA automatico destinato alle grandi profondità (1000 m); fu prodotto solamente il prototipo.
1993: Officine Panerai presenta al pubblico una collezione di tre serie di orologi in edizione limitata: il Luminor, il Luminor Marina e il Mare Nostrum che si ispiravano agli storici modelli creati per gli incursori della Seconda Guerra Mondiale, diventando da subito oggetto di culto per molti collezionisti e appassionati.
1997: la “Officine Panerai srl” è stata acquisita dal Gruppo Richemont ed ha spostato la sua sede a Neuchatel trasferendo il marchio e le officine di lavorazione e cambiando la ragione sociale in “Officine Panerai – Manufacture de haute horlogerie”.
2001: dopo restauro riapre in Piazza S. Giovanni, sua sede storica, la boutique Panerai che riserva ai propri clienti modelli esclusivamente realizzati per questo punto vendita.
2002: viene ufficialmente inaugurata la Manifattura Panerai a Neuchâtel.
In questa struttura verranno realizzati i primi movimenti in-house di Panerai il primo dei quali, che ha visto la luce nel 2005, è il calibro P.2002 a carica manuale, con funzione GMT e riserva di carica di otto giorni.
2007: vengono presentati tre nuovi calibri progettati e sviluppati interamente da Officine Panerai: il P.2003, il P.2004 e l’innovativo P.2005 (tourbillon).
2008: Panerai presenta i movimenti P.9000 e P.2006. Il calibro P.9000, caratterizzato principalmente dalle 72 ore di riserva di carica, è montato su una serie di modelli Luminor 1950 e Radiomir, mentre il P.2006 è un’evoluzione del P.2004, calibro cronografico monopulsante cui è stata aggiunta la funzione rattrappante, governata da un secondo pulsante posto ad ore 10.
2010: in occasione del 400° anniversario delle sue prime osservazioni celesti, Officine Panerai dedica al genio toscano di Galileo Galilei un trittico di modelli eccezionalmente complicati: l’Astronomo, lo Scienziato e l’orologio planetario Jupiterium.
Il Jupiterium Panerai è un orologio-planetario con calendario perpetuo che mostra, secondo il sistema geocentrico come modello astronomico, le posizioni sulla sfera celeste del Sole, della Luna e di Giove con i cosiddetti Pianeti Medicei, cioè i suoi quattro principali satelliti, osservati per la prima volta da Galileo Galilei nel 1610 grazie all’invenzione del telescopio e oggi noti come Io, Europa, Ganimede e Callisto.
Nello stesso anno viene presentato a Ginevra il calibro P.999.
2011: Panerai presenta il Luminor Submersible 1950 3 Days Automatic realizzato in bronzo; nello stesso anno viene presentato il nuovo calibro P.3000.
2012: viene presentato il modello “Special Edition Radiomir 1940”, riedizione del famoso Radiomir con referenza 6152. (fonte: sito ufficiale – Wikipedia).
Sito ufficiale
Ogival
1903: Rene Brandt, valente orologiaio, inizia ad utilizzare come logo per le sue creazioni un pesce che salta, il famoso “pesce fortunato”; sono I primi modelli della maison “Ogival”.
1929: la ditta Ogival viene registrata ufficialmente; la sede sociale è a La Chaux-de-Fonds.
1949: dopo un ottimo risultato ottenuto alla fiera di Basilea, Ogival guadagna la copertina della nota rivista di orologeria “Europa star”.
1950: in occasione dell’Anno Santo, viene commissionato un orologio che viene consegnato a Papa Pio XII.
1958: un gruppo di 35 speleologi porta a termine l’esplorazione della grotta di Coume Ouarnede sui Pirenei nell’alta Garonna; al loro polso c’è un cronografo Ogival Spitfire che si distingue per le sue doti di affidabilità, impermeabilità e per l’ottima tenuta delle finiture della cassa.
1966: in occasione della convention annuale, la LCIF (Lions Club International Foundation) commissiona un certo numero di orologi personalizzati da porgere in dono alle autorità lionistiche.
Sempre nel 1966, Ogival riceve alcuni riconoscimenti prestigiosi da parte della “watch organization” di Ginevra.
1970: la crisi del quarzo colpisce molte maison orologiere, ma la Ogival riesce a resistere alla bufera attraverso la ricerca della qualità in ogni passaggio produttivo.
1973: Rene Brandt si fa promotore di un appello volto a far collaborare le ditte svizzere per rilanciare le manifatture di orologi meccanici.
1978: inizia l’espansione verso i promettenti mercati orientali.
1993: esce sul mercato un orologio che rappresenta la sintesi di tecnica, design ed arte orafa: un oggetto di tre mm di spessore arricchito di diamanti Sud Africani.
1997: la nuova collezione Ogival presenta riferimenti ai capolavori scultorei della Grecia classica.
2003: viene prodotto un modello per la festa della mamma; il disegno che richiama la forma di una camelia ha un successo immediato.
2005: viene commercializzata la collezione “Nighthawk” ispirata ai bombardieri stealth; la caratteristica di questi modelli è la presenza della tecnologia micro gas lights per la visione notturna; gli indici di questi orologi sono 100 volte meglio leggibili di qualsiasi altro.
2008: viene proposta la collezione 1929 che si ispira ai primi modelli della maison.
Attualmente la Ogival produce varie linee di orologi tra cui: la linea “Golden collection”, la “Camelia”, la “Jewelry”, la “Ryukin” e la “Hawk”. (fonte: sito ufficiale – Montre24)
Sito ufficiale
Ole Mathiesen
1845: gli orologiai Carl Matthæi e J. P. Christensen (a cui in seguito si unì Alvild Dahl) fondano a Copenhagen una compagnia orologiera.
Carl Matthæi, maestro della gilda degli orologiai, divenne "Fornitore della Corte Reale Danese" fornendo orologi al re Frederik VII ed alla contessa Danner.
Fino al 1919 la società produceva orologi da tasca e cronometri.
1919: dopo l’acquisto della società da parte di Axel O. Mathiesen la ditta iniziò fortunate joint venture con ditte svizzere iniziando a produrre orologi da polso di elevata qualità.
1957: dopo aver acquisito una notevole esperienza lavorativa presso i laboratori della Jaeger-Le-Coultre Ole Mathiesen, figlio di Axel, entra a far parte dell’azienda e dopo alcuni anni sposta la sede dell’attività in una zona prestigiosa di Copenhagen.
1962: Ole Mathiesen disegna e realizza una collezione di orologi da polso; si tratta di orologi di disegno classico che dopo 50 anni destano ancora ammirazione per la cura ed il design “senza tempo”.
Da allora l’azienda è specializzata nella realizzazione e distribuzione di orologi svizzeri; diviene inoltre distributore esclusivo per la Danimarca delle migliori marche di orologi europei.
1998: Ole inizia la pubblicazione e la distribuzione della rivista “URE”, stampata in 90.000 copie a cadenza annuale; la pluripremiata rivista tratta degli aspetti più nascosti dell’orologeria e dalle sue pagine si capisce perché, in base alla progettazione, alla realizzazione artigianale ed al retaggio dei produttori, un orologio da polso sia più prezioso di un altro.
2000: è il momento della terza generazione dei Mathiesen: Christian Mathiesen progetta il primo orologio sportivo impermeabile della collezione Ole Mathiesen.
Si tratta di un orologio a carica automatica con referenza OMS che coniuga lo spirito sportivo con il design minimalista e lineare scandinavo.
2002: Christian diviene l’amministratore delegato della società.
2004: Ole Mathiesen viene insignito da Sua Altezza Reale il Principe ereditario Frederik del premio “Classics” per il design.
2008: la società riceve il “Royal warrant - By Appointment to the Royal Danish Court” in virtù della propria reputazione di ditta solida che dal 1845 continua a produrre oggetti di qualità elevata apprezzati da intenditori e collezionisti.
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Olma Numa Jeannin
1836: nasce in Svizzera, a Fleurier, Paul Jeannin Bourquin; figlio di contadini, all’età di 14 anni inizia il suo apprendistato a Ginevra come orologiaio.
1860: Paul crea il primo orologio da lui stesso progettato; gli dà il nome di suo figlio Numa e ne registra il marchio presso la camera di commercio svizzera.
1894: Numa, subentrato al padre nella gestione dell’attività di famiglia, registra formalmente la società “Numa Jeannin Co. Ltd”; egli non possiede la stessa competenza tecnica ma il suo intuito commerciale fornisce slancio alla maison.
1906:  Numa Jeannin registra il marchio OLMA. Sotto la gestione di Numa la OLMA produce principalmente orologi da tasca con calibri acquistati da latri produttori; la particolare cura con cui la ditta cura l’impermeabilità delle casse degli orologi, porta alla registrazione di alcuni brevetti tra cui la corona dentata “Monoflex”.
1908: vengono commercializzate due linee di prodotti: la prima a marchio Numa Jeannin, di fascia alta e dotata di casse in metalli nobili; la seconda, con marchio OLMA, di fascia media e destinata a consumatori meno abbienti.
Anni ’50: la produzione OLMA si arricchisce di numerosi modelli tra cui il “Sea-cup”, il più affidabile orologio subacqueo di quel periodo.
Fino al 1962 vengono prodotte le collezioni: “Aqua King”, “Aqua Star”, “Arctic Star”, “Caravelle” (1972), “Deep Ocean”, “Reserve” (1955), “Sea Cup” (1952), “Seven Seas” (1957), “Sonic” (1955), “Sport” (1961), “Vox” (1955).
1968: escono sul mercato i primi orologi della linea “Kingtime”, probabilmente il modello più famoso della maison.
Attualmente la ditta produce 5 linee di orologi: “Traditional”, “Elegant”, “Honoured”, “Precise” e “Relax”.

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Omega
1848: Louis Brandt fonda, a La Chaux-de-Fonds, Svizzera, un “Comptoir d’établissage” destinato al montaggio di orologi da polso.
Louis inizia lavorando per conto terzi, rifinendo parti degli orologi prodotti da altre ditte.
1877: Louis, viste le precarie condizioni fisiche richiama in patria il figlio Louis-Paul ed insieme danno vita alla società “Louis Brandt & Fils”.
1879: Alla morte di Louis, i due figli Louis-Paul e Cesar subentrano nella gestione dell’azienda di famiglia.
Sulla scia dei successi dell’orologeria americana che basava la sua produzione sulla produzione in serie e sulla intercambiabilità dei componenti, i fratelli Brandt decidono di abbandonare il sistema dell’établissage, gravato di problemi secondari alla lentezza delle forniture, in favore della produzione in serie sul modello americano.
1880: I due fratelli trasferiscono l’attività a Bienne; dopo aver acquistato una piccola fabbrica iniziano la produzione in proprio non disdegnando la rivendita di altri marchi come Helvetia, Gurzelen, Jura e Patria.
1882: L’attività prospera e la ditta “Louis Brant & Fils” trasferisce la sua sede a Gurzelen nelle vicinanze di Bienne.
1889: Con 600 dipendenti ed oltre 100.000 pezzi prodotti ogni anno, la “Louis Brandt & Fils” diventa la maggiore azienda svizzera del settore orologiero.
1894: Si arriva ad un momento importante: nasce il calibro 19’’ di 43 mm di diametro; si tratta di un movimento rivoluzionario per l’epoca; progettato da François Chevillat presenta due caratteristiche importanti: la regolazione dell’ora attraverso l’albero di carica ed il prezzo di produzione relativamente contenuto per merito dei sistemi di lavorazione messi a punto dai fratelli Brandt; il Cal. 19 viene denominato “OMEGA” ed a partire dal 10 marzo di quell’anno diventa nome e logo della ditta.
1896: Medaglia d’oro all’Esposizione Nazionale Svizzera di Ginevra.
1897: Grand Prix all’Esposizione Internazionale di Bruxelles.
1900: Grand Prix all’Esposizione Universale di Parigi.
1903: I fratelli Brandt muoiono quasi in contemporanea e le redini della ditta passano in mano a Paul-Emile Brandt figlio ventitreenne di Louis-Paul; Paul-Emile segnerà la storia della Omega per i successivi 50 anni.
La fabbrica che conta 800 dipendenti, sforna circa 200.000 orologi all’anno.
Negli anni seguenti la ditta arriverà a contare 1500 dipendenti con una produzione giornaliera di 720 orologi (comunque insufficienti a rispondere alle richieste del mercato).
1905: François Chevillat, sottopone il Cal 19 a modifiche creando in Cal 19’’’ DDR.
1910: La richiesta del mercato è di 260.000 orologi ogni anno, ma la Omega è in grado di produrre non più di 210.000 pezzi; le forniture rallentano ed i clienti protestano per attese superiori ai sei mesi nei tempi di fornitura.
1914: Dopo opportuni aggiustamenti la produzione aumenta fino a 257.000 orologi all’anno (il 30% dei quali monta il calibro 19).
1915: La produzione di orologi si riduce di un terzo a causa dell’andirivieni di personale specializzato che a causa della guerra viene richiamato al servizio di leva; nella più grande manifattura di orologi della Svizzera, la carenza di personale corre il rischio di portare alla catastrofe; inizia quindi l’assunzione massiccia di personale femminile.
1917-1918: Durante la prima Guerra mondiale, Omega diventa fornitore ufficiale di orologi per l'aviazione britannica e per l'esercito statunitense.
Nonostante la produzione in quegli anni continui incessantemente e con una espansione del mercato sempre maggiore, all’inizio degli anni ‘20 la Omega si trova in difficoltà a causa della crisi economica e nel 1925 inizia una collaborazione con la Tissot che culminerà con la fusione delle due manifatture nella SSIH nel 1930.
1932: Omega acquisisce la società Lèmania Lugren che porta in dote il Cal 24’’’ CHROR ( diametro: mm 53,7); la precisione dei cronografi Omega dotati di tale calibro fa si che la maison sia chiamata a cronometrare gli eventi sportivi svoltisi durante le Olimpiadi di Los Angeles.
Nello stesso anno viene commercializzati il modello “Marine”, primo orologio subacqueo della Omega.
1939: Henri Kneuss progetta e realizza il Cal 30 mm di cui verranno prodotti milioni di pezzi.
Anche nel corso della II guerra mondiale, Omega fornisce orologi da polso ai British Royal Flying Corps.
1946: Albert Piguet progetta il Cal 321, il movimento a ruote a colonna probabilmente più famoso di Omega; si tratta del movimento che ha equipaggiato i primi 40.000 Speedmaster e seguito dal Cal 861.
1948: Viene lanciato sul mercato il primo modello del “Seamaster”, orologio particolarmente robusto che adottava soluzioni particolari: i due calibri usati (2810 e 3010) erano dotati di fondello a vite, guarnizioni "o-ring" e automatismo di ricarica a martelletto.
1952: Nascono i primi cronometri della collezione “Constellation”, precisi ed affidabili; rappresenteranno la punta di diamante della produzione Omega per gli anni a seguire.
1957: Nasce il cronografo “Speedmaster”, a carica manuale; le sue doti di affidabilità e precisione anche in condizioni estreme porteranno gli esperti della NASA ad adottarlo come orologio ufficiale nelle spedizioni Apollo a partire dal 1965 (ma la prima esperienza spaziale di Omega risale al 1962 quando Walter Shirra orbitò intorno alla terra con al polso lo Speedmaster di sua proprietà).
1969: Al polso di Neil Armstrong lo “Speedmaster professional” sbarca sulla luna.
1970: Dopo il momento critico passato dall’Apollo 13 (e risolto anche con l’ausilio di un cronografo Omega), la NASA assegna allo Speedmaster un riconoscimento: lo "Snoopy Award".
Fra il 1972 ed il 1974, la collaborazione con Lèmania porterà alla produzione dei Cal 1040 e 1041 derivati dal Lèmania 1341; entrambi i movimenti lavorano a 28.800 oscillazioni/h.
A partire dal 1974 nasce il Cal 1045 derivato dal Lèmania 5100.
1974: Viene creato un cronometro da marina da polso, con movimento al quarzo, 10 volte più preciso di qualsiasi altro movimento al quarzo giapponese, in grado di sbagliare di un solo secondo al mese.
Dal 1975 al 1980, la SSIH attraversa un momento di crisi da cui viene salvata da finanziamenti da parte delle banche.
1981: Jacques Mayol, al largo dell’isola d’Elba raggiunge in apnea la profondità di 101 metri; al suo polso c’è il nuovo “Seamaster 120 m” che supera brillantemente questo banco di prova.
1983: La SSIH si fonde con la ASUAG (Allgemeine Schweizerische Uhrenindustrie AG) per dare vita al gruppo ETA.
1989: Il cronografo Speedmaster viene adottato ufficialmente anche dai cosmonauti sovietici.
1993: Viene prodotto il primo modello del "Seamaster Professional Chrono-Diver Watch", con valvola di scarico per l’Elio capace di raggiungere i 300 metri (1000 piedi) di profondità.
1996: Un gruppo di investitori guidati da Nicolas Hayek rileva il gruppo ETA; nasce così la SMH "Société de Microéletronique et d'Horlogierie".
1998: La SMH diventa “Swatch Group”, che oltre al marchio Omega, annovera ditte come: Blancpain, Swatch, Breguet e tanti altri.
1999: La Omega immette sul mercato il primo orologio con scappamento coassiale ideato dall’Inglese George Daniels: il “De Ville Co-Axial” che garantisce, rispetto ai precedenti calibri, una maggiore precisione ed una minore necessità di lubrificazione dei componenti; si tratta del Cal 2500 derivato da un ETA 2894.
2001: Viene commercializzato lo “Speedmaster Broad Arrow", l’orologio monta un calibro 3303 con ruota a colonne.
Il movimento 3303 deriva dal Cal. Frederic Piguet 1185 a 28.800 oscillazioni/h ed è fornito di smistamento della cronografia tramite ruota a colonne, spirale libera e scappamento coassiale.
2002: Nasce la collezione "Seamaster Aqua-Terra" con scappamento co-axial Omega e fondello trasparente.
2007: La Omega presenta il Cal. 8500 automatico di manifattura in-house con 39 rubini, scappamento coassiale, 60 ore di riserva di carica.
Segue la presentazione del Cal. 8501 con massa oscillante in oro.
2011: Viene presentato a Basilea il Cal. 9300, movimento automatico con smistamento della cronografia tramite ruota a colonne dotato di scappamento e bilanciere in silicio; la frequenza di lavoro è di 28.800 oscillazioni/h.
Il Cal. 9301 differisce dal 9300 per la presenza della massa oscillante in oro. (fonte: sito ufficiale - Watchcompany - Marino Mariani)
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ONSA
1923: Hans Gilomen, di professione orologiaio, stabilisce a Lengnau, località del Cantone bernese una azienda a conduzione familiare.
L’azienda che prende il nome di ONSA, produce orologi da polso, cronografi, svegliarini ed orologi da tasca anche con cassa in oro; presto l’azienda acquista notorietà e stipula con i clienti contratti a lunga scadenza.
1943: Hans-Jörg, figlio di Hans, entra nell’azienda paterna; anch’egli abile orologiaio, contribuisce a mantenere elevato il volume di affari a livello internazionale.
1949: la ONSA inizia a sponsorizzare manifestazioni automobilistiche come il Gran Premio di Berna.
1957: in occasione della rievocazione del viaggio della “Mayflower”, due orologi ONSA automatici ed impermeabili compiono la traversata dell’atlantico effettuata dalla “Mayflower II”; uno dei due orologi è attaccato al timone della nave mentre il secondo è sottoposto alle intemperie in cima all’albero maestro.
Nello stesso anno la ONSA diventa fornitore della compagnia aerea belga Sabena.
1960: Un orologio della collezione “Scaphandrier” è al polso di Hannes Keller, il sub svizzero che stabilisce il nuovo primato del mondo immergendosi alla profondità di 155 metri nelle acque del Lago Maggiore.
1970: dopo la morte del padre, Hans-Jörg prosegue sulla strada intrapresa dal genitore; la crisi del quarzo lo costringe a limitare le sue attività solo sul territorio europeo.
1989: l’azienda viene acquistata da Domenico Granito, fine conoscitore dell’industria orologiera europea, che con il suo staff contribuisce al rilancio del marchio ONSA che attualmente è rappresentato ben al di la dei confini europei.
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Optima
La manifattura Optima viene fondata a Bienne, nel 1923, da Albert Grossenbacher; tutti gli orologi che montano movimenti automatici vengono scrupolosamente controllati per mantenere un livello qualitativo degno di un orologio Swiss-made.
Dopo la I guerra mondiale il marchio “Optima” sbarca negli USA ed in Germania; segue un lungo periodo di inattività.
È per questo motivo che gli orologi di quel periodo oggi sono difficili da reperire.
Gli anni ’90 vedono la rinascita di Optima, quando il gruppo “RIBAWATCH” acquista il marchio e ricomincia la produzione nello stabilimento di Le Locle; con l’acquisto della manifattura i nuovi proprietari hanno acquisito anche tutto il know-how tecnico e stilistico che consentono il rilancio del marchio.
Oggi gli orologi “Optima” godono di fama internazionale; la nuova ed esclusiva collezione comprende anche modelli con casse arricchite di diamanti, zaffiri, gemme selezionate e dettagli in madreperla che rappresentano un armonico connubio di lusso e tradizione orologiera.
Ogni modello viene assemblato e testato nello stabilimento di Le Locle; i quadranti e le casse vengono disegnati e prodotti in-house; le gemme che impreziosiscono le casse sono incastonate a mano; per tale motivo alcuni modelli richiedono oltre due mesi di lavorazione artigianale prima di essere messi in vendita.

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Orfina Swiss
La manifattura “Orfina” è stata fondata a Grenchen, in Svizzera, nel 1922; fin dall’inizio la filosofia produttiva del marchio si è basata sull’affidabilità, sulla praticità e sulla robustezza degli orologi prodotti.
In base a questa visione la ditta ha prodotto con successo orologi da polso destinati all’aviazione, alla marina ed alle forze armate.
Il culmine della notorietà è stato raggiunto quando è stato firmato un contratto per la realizzazione della linea di orologi “Porsche Design” il cui design è stato curato da Ferdinand Porsche, il creatore della Porsche 911.
Ferdinand ha avuto fiducia della ditta “Orfina” ed è stato ripagato dall’eccellenza messa in campo da veri maestri orologieri.
Oltre che ai clienti civili, anche i militari hanno apprezzato questa linea, tanto che nel 1970 la Orfina è diventata fornitrice del modello “3H military” delle forze armate tedesche.
Anche oggi Orfina prosegue la tradizione militare; sui quadranti di alcuni suoi orologi compare la scritta “Royal Navy”.
Il livello qualitativo è rimasto lo stesso tanto che la manifattura fornisce i suoi modelli di una garanzia contro i difetti di fabbricazione della durata di ben 5 anni.

Sito ufficiale
Orient
1901: Shogoro Yoshida apre un negozio all'ingrosso di orologi a Ueno, alla periferie di Tokio.
1912: Inizia la produzione delle prime casse in metallo prezioso.
1920: Nasce lo stabilimento di produzione “Toyo Tokei Manufacturing” che produce prevalentemente orologi da tovolo e manometri.
1934: Inizia la produzione di orologi da polso.
1936: Nasce lo stabilimento di produzione di Hino.
1949: viene chiusa la manifattura “Toyo Tokei”; nasce la “Tama Keiki Co. Ltd.” con sede a Hino che comincia a produrre a partire dal 1950.
1951: La “Tama Keiki Co. Ltd.” cambia nome e diventa “Orient Watch Co. Ltd.”. nello stesso anno viene messo in commercio il modello “Orient Star”.
1955: Un contratto con la Cina lancia la Orient in tutto il sud est asiatico.
1956: Viene prodotto il modello "Dynamic".
1959: Il modello di punta è il “Royal Orient” che diventerà la pietra miliare di tutta la successiva produzione di orologi meccanici.
1964: Appare sul mercato il modello "Grand Prix 100".
1967: Viene lanciata la collezione “Orient finess” dotata del calibro 3990 di soli mm 3,9 di spessore (il più sottile prodotto in Giappone fino al 1974).
1970: Inizia la produzione del modello "Tenbeat" che monta il nuovo calibro 9980 (che lavora a 36.000 oscillazioni/h).
1971: Viene sviluppato un nuovo calibro, il 46940, che subirà negli anni modifiche e miglioramenti; è il capostipite della “serie 46” (calibri dotati di circa 40 ore di riserva di carica che lavorano a 21.600 alternanze/h).
A cavallo degli anni ’70 e ’80, inizia l’utilizzo di movimenti al quarzo montati su orologi sia analogici che digitali.
Compaiono così i modelli “Touchtron” ed il “Orientron Just”.
1996: viene prodotto il calibro 46F40 che lavora a 21.600 alternanze/h.
1997: Viene realizzato un nuovo movimento automatico con indicatore di riserva di carica.
2000: Viene presentato il modello “World Time, Millennium Edition” con indicatore di riserva di carica.
2001: La “Seiko Epson Corporation” acquista il 52% del pacchetto azionario della Orient.
2003: La Orient ha perfezionato il calibro 88700 già montato sul “Royal Orient”; si tratta di un calibro molto sottile dotato di bilancere a 28.800 alternanze/h.
2010: Per celebrare i 60 anni di attività viene prodotta una serie in edizione limitata di 3.000 orologi che si ispirano ai modelli del 1951.
I quadranti si ispirano come allora al design delle moto e delle auto italiane, alle fotocamere tedesche ed agli aeroplani americani e recano incisi il logo ORIENT ed accanto la dicitura “60th Anniversary”.
Nei suoi 60 anni di attività la Orient ha saputo tenere il passo con I tempi attraverso l’innovazione e la qualità dei componenti prodotti in proprio mantenendosi in una fascia di prezzo attorno ai $ 100.
La continua ricerca nel campo dell’innovazione tecnologica e la costante produzione di calibri di ottima qualità a prezzi contenuti (basti pensare al “Tenbeat” che lavora alla stessa frequenza di “El Primero”), hanno fatto della Orient una ditta conosciuta in oltre 70 Paesi.
La notorietà della ditta è testimoniata dalla quantità della produzione che si aggira intorno ai 2.300.000 orologi l’anno.
Attualmente la Orient è gestita dalla Citizen che fornisce una parte dei movimenti al quarzo della linea "Light Powered"; la società vede anche una partecipazione di minoranza della Seiko.
La produzione attuale comprende per il 70% orologi meccanici a carica automatica che risultano robusti ed affidabili pur mantenendosi in una fascia di prezzo medio-bassa. (fonte: Europastar)
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Oris
1904: Nella piccola cittadina di Hölstein Paul Cattin e Georges Christian fondano la Oris Watch Factory.
Entrambi provengono dalla capitale svizzera dell'orologeria, Le Locle, nella regione dello Jura svizzero.
Iniziano con 24 operai, appena liberati dall'ormai chiusa fabbrica di orologi Lohner & Co.
Oris deve il suo nome a un piccolo ruscello che scorre in una valle presso Hölstein, nella Svizzera nord-occidentale.
1906: Viene aperto il primo di dieci stabilimenti in tutta la Svizzera.
1911: Oris raggiunge il numero di 300 impiegati nello stabilimento di Hölstein e costruisce per i propri dipendenti più di un condominio; è la più grande azienda della zona.
1925: Con l'apertura della fabbrica di ellettroplaccatura, l'Azienda si specializza nella produzione di orologi di buona qualità e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Oris inizia a montare sui suoi orologi da tasca cinturini in pelle, trasformandoli così in orologi da polso.
Gli orologi Oris, equipaggiati con movimenti a coppiglia, trovano sempre più acquirenti, in particolare in Inghilterra e nelle sue colonie, nonché in Sudamerica.
1927: Georges Christian muore e presto la Società diventa pubblica.
Oscar Herzog, cognato di Georges Christian, diventa CEO e nei 43 anni successivi continua la tradizione di costante sviluppo.
Oscar Herzog, cognato del fondatore Georges Christian, dirige Oris dal 1928 al 1971.
1937: Oris apre uno stabilimento a Bienne.
1938: Oris ha ormai reggiunto la qualità di una manifattura completa; produce in proprio i sistemi di scappamento.
1941: Per 40 anni (1941 - 1981) è in funzione una mensa interna per il personale.
1942: I componenti in ottone del movimento vengono resi ancor più duri per mantenere la precisione dell'orologio negli anni.
1944: Il Certificato di Legittimità dell'Ufficio Svizzero per il Controllo dei Metalli Preziosi segnala la qualità della placcatura in oro delle casse Oris.
L'alta qualità delle placcature Oris è riconosciuta in tutto il mondo.
1946: Dal 1946 al 1981 dieci autobus di proprietà Oris accompagnano gli 800 dipendenti alle varie fabbriche.
1949: L'importanza dell'impermeabilità cresce sempre più fino a diventare un fattore di vendita.
Dal 1949 gli orologi Oris impermeabili riportano la dicitura "Waterproof".
1952: Viene presentato il calibro 601, movimento automatico con riserva di carica.
1961: L'edificio originale del 1904 è costantemente ampliato per adattarsi all'aumento della produzione.
Negli anni '60 Oris, con più di 800 operai, è tra i dieci produttori di orologi più grandi di tutta la Svizzera.
1966: Entra in produzione il famoso calibro 645, movimento automatico con scappamento ad ancora e 25 rubini.
1968: l'"Observatoire Astronomique et Chronométrique" di Neuchatel, in Svizzera, premia Oris con il certificato di "Full Chronometer", la più alta tra le onoreficienze, per l'accuratezza e la precisione del calibro 652.
1970: La quota di maggioranza della società viene ceduta alla ASUAG Holding (oggi Swatch Group), già allora la più grande azienda nel mondo dell'orologeria.
All'interno di ASUAG a Oris viene assegnata una ben definita nicchia per la produzione di orologi economici: una strategia che si rivela ben presto errata.
La grande crisi che colpisce l'orologeria elvetica negli anni '70 mette a dura prova la competitività di Oris.
Nonostante un tentativo di convertirsi alla nuova moda del quarzo, alcuni stabilimenti vengono chiusi con conseguente perdita di numerosi posti di lavoro.
1982: L'ultimo cambio di proprietà avviene nel 1982, quando un gruppo di investitori acquista il marchio.
Il Dr. Rolf Portmann è il presidente e Ulrich W. Herzog il CEO.
1984: Il calendario "Pointer" di Oris torna alla ribalta: le nuove tendenze del mercato, soprattutto giapponese, favoriscono il ritorno alla tradizione e alla micromeccanica di pregio, che segna l'abbandono dei segnatempo di plastica al quarzo con quadranti LED o LCD usati negli ultimi anni.
Molto spesso Ulrich Herzog si reca in Giappone, vista la passione del pubblico nipponico per gli orologi meccanici.
L'economia giapponese in questi anni è ancora lontana dal resto del mondo, ma Oris accetta la sfida di soddisfare le grandi aspettative dei consumatori, concentrandosi in pieno nella nuova filosofia High-Mech.
Nasce una nuova visione del business: Oris comincia a diventare leader mondiale nella produzione di orologi meccanici a prezzo competitivo.
1988: Oris fa suo lo slogan "Il tempo può essere vissuto in modi diversi".
Una serie di orologi innovativi ed eccitanti vengono lanciati sul mercato.
1991: Viene sviluppato il Complication, movimento automatico calibro Oris 581, con calendario completo, fasi della luna e secondo fuso orario; è ancora uno dei movimenti Oris più apprezzati.
1994: Oris celebra il suo novantesimo anniversario.
1996: Una tappa importante nell'evoluzione della strategia di comunicazione di Oris è la prima grande sponsorizzazione internazionale nel 1996: l'Oris London Jazz Festival.
L'evento segna l'inizio di un legame fortemente emozionale con il mondo del jazz.
Artisti famosi in tutto il mondo, come Louis Armstrong, Miles Davis, Duke Ellington, Charlie Parker, Lionel Hampton e McCot Tyner sono celebrati in esclusiva con orologi in serie limitata con cadenza annuale.
1997: Dopo 155 anni di dominio coloniale inglese, Hong Kong diventa una regione a statuto speciale della Cina.
Oris commemora lo storico evento con la produzione di un'edizione speciale di 250 Oris Hong Kong Commemorative Watches.
1998: Oris investe sempre più nella forma dei propri orologi, enfatizzando la sua intenzione di diventare leader nella produzione di orologi di design.
Da questo momento il motto dei designer Oris diventa "La forma segue la funzione".
1999: Con l'automatico High-Mech BC3 arriva un volto nuovo nella squadriglia di orologi per aviatori Big Crown; grande, chiaro, dinamico.
Ciò è espresso dal disegno della cassa, creata da Oris in acciaio lucido e satinato.
Il design essenziale si integra perfettamente sia con il cinturino in gomma che con il bracciale in acciaio.
2000: Oris commemora il centenario della nascita di Louis Armstrong con un nuovo Jazz Watch realizzato in due edizioni limitate.
2001:  La pilota inglese Polly Vacher compie la circumnavigazione del globo in solitaria con sorvolo dei due poli sul suo monomotore Piper Dakota, un record mondiale.
2002: Oris associa il suo nome alla Formula 1 e al pilota Toyota Allan McNish.
2003: Oris firma un accordo per diventare il fornitore ufficiale di orologi del BMW WilliamsF1 Team.
2004: Per il suo centenario, Oris presenta l'Oris Centennial Set 1904 Limited Edition, contenente un Artelier Worlditmer in acciaio e una sveglia con riserva di carica di 8 giorni.
Edizione limitata a 1904 pezzi numerati. Ralf Schumacher, pilota di Formula1 del BMW WilliamsF1 Team, diventa ambasciatore del marchio.
Oris presenta una speciale edizione limitata con il suo nome: il Ralf Schumacher Limited Edition Chronograph.
2005: Oris amplia la sponsorizzazione nel mondo della Formula 1 salendo sulla vettura da corsa e presentando due nuove edizioni limitate della collezione WilliamsF1 Team: l'Oris WilliamsF1 Team Lefty Limited Edition e l'Oris Mark Webber Limited Edition Chronograph.
2006: Oris diventa partner del recordman mondiale di immersione Carlos Coste.
Il free-diver venezuelano, costantemente alla ricerca di nuovi primati da infrangere, diventa un campione del marchio Oris.
Nel maggio del 2006 Carlos Coste infrange il record di immersione in assetto variabile raggiungendo la profondità di -140 m.
2007: La sponsorizzazione di Oris del Team Williams F1 continua con il logo posto ancora una volta sul lato esterno degli alettoni anteriori della FW29.
Nel 2007 Oris ha prodotto un orologio in edizione limitata in onore di Dizzy Gillespie.
Solo 1917 pezzi realizzati, un tributo all’anno di nascita di Dizzy.
2008: Oris ha annunciato un nuovo accordo di sponsorizzazione con un esaltante partner del mondo dell'aviazione.
I temerari piloti del Blue Eagles Helicopter Display Team si sono legati a noi in occasione del lancio della nuova collezione BC4 Aviation nel Regno Unito a Settembre 2008.
Il pilota della AT&T Williams e ambasciatore Oris Nico Rosberg ha conquistato due volte il podio nel 2008.
Oris ha anche dedicato un orologio in edizione limitata al team di Formula Uno di Sir Frank Williams.
Il TT3 Formula Gold ha una massiccia cassa in oro rosa e festeggia 30 anni di successi nelle corse.
Nico Rosberg è diventato anche il primo pilota a portare la Formula Uno in Russia con il Moscow City Racing Event sponsorizzato da Oris.
2009: Ideazione e richiesta di brevetto per l'Oris Rotation Safety System (RSS), adottato per la prima volta sull'Oris ProDiver Chronograph.
L'RSS aggiunge un elemento prezioso alla sicurezza dei nuovi orologi subacquei Oris.
Lancio del nuovo calibro Oris 653 con quadrante 24 ore.
La sponsorizzazione del Blue Eagles Helicopter Display Team continua.
La collaborazione ispira una speciale edizione limitata dotata del nuovo movimento 24 ore.
Nuova partnership tra Oris e lo Swiss Hunter Team, un gruppo di ex piloti militari che effettuano voli dimostrativi a bordo di jet Hunter d'epoca.
Lancio di un modello in edizione limitata dedicato al leggendario musicista e compositore Bob Dylan.
Rinnovo della collaborazione tra Oris e il produttore tedesco di supercar RUF, che ha portato alla realizzazione di un Oris in edizione limitata basato sulla RUF CTR3, una delle auto da strada più veloci del mondo. (fonte: Sito ufficiale)
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